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Ovis orientalis
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Il mwdqmuflone (mwdgmwdwOvis orientalis mweaGmelin, 1774) è una delle cinque mweqspecie di mwegpecore selvatiche: sebbene sia divenuto piuttosto raro, è ancora diffuso nelle regioni montuose e desertiche dell'mwewAsia occidentale e mwfacentrale. Proprio da questa specie, allevata circa mwfq10 000 anni fa, risale l'attuale mwfgpecora domestica, ormai diffusa in tutto il mondo. Il luogo di provenienza di quest'ultima è molto probabilmente l'Asia Minore, ma già a partire da mwfw8 000 anni fa aveva già raggiunto l'mwgaEuropa occidentale.
Contents
• Biologia
• Note
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Tassonomia
A causa del suo vasto mwhaareale, il muflone ha sviluppato numerose mwhqsottospecie, alquanto diverse nell'aspetto. Attualmente, gli studiosi ne riconoscono otto, suddivise in due gruppi, ossia quello occidentale dei mufloni e quello orientale degli mwhgurialcite-ref-msw3-1-1[1]:
Gruppo dei mufloni
• mwjwO. o. orientalis mwkaGmelin, 1774 - muflone dell'Armenia; diffuso nella regione del Caucaso, nell'mwkqIran nord-occidentale e nelle regioni meridionali dell'mwkgAsia Minore, raggiunge un'altezza al mwkwgarrese di 88–94mwla cm e possiede lunghe corna a spirale, rivolte all'indietro, che possono misurare fino a 67mwlq cm, con una circonferenza alla base di 22–27mwlg cmcite-ref-iucn-2-1[2]. Le femmine, a volte, sono prive di corna. La colorazione del mantello varia dal ruggine al cannella, con i maschi che presentano di solito una chiazza più chiara, di dimensioni variabili, sui fianchi. Sempre negli esemplari maschi, il petto e la regione ventrale sono ricoperte da lunghi peli scuri, che mancano, però, sulla gola. Alcuni studiosi non ritengono valido il nome specifico mwmworientalis, preferendo indicare questa sovraspecie
con il più recente termine mwnqgmelinii;
• mwoaO. o. isphahanica mwoqNasonov, 1910 - muflone di Esfahan; diffuso solamente sui mwogMonti Zagros, in Irancite-ref-iucn-2-2[2];
• mwqaO. o. laristanica mwqqNasonov, 1909 - muflone del Laristan; è la più piccola sottospecie di muflone. Gli esemplari adulti raggiungono a malapena i 34mwqg kg di peso. Il suo areale è limitato ad alcune riserve situate nei pressi della città di mwqwLar, nell'Iran meridionalecite-ref-iucn-2-3[2]. Vive in zone mwsadesertiche caldecite-ref-iucn-2-4[2];
• mwtgmwtwO. o. musimon mwuaPallas, 1811 - muflone europeo; introdotto dal Medio Oriente, verso il V millennio a.C., in Corsica e Sardegna, è stato successivamente importato in molte regioni dell'mwuqEuropacite-ref-iucn-2-5[2];
• mwvwO. o. ophion mwwaBlyth, 1841 - muflone di Cipro; quasi scomparso nel corso del XX secolo, grazie alle misure di protezione attuate aumentò fino a raggiungere i mwwq2 000 esemplari circa. In seguito a una mwwgmalattia, però, la sua popolazione è diminuita nuovamente e nel 1997 ne vennero censiti solamente mwww1 200 capi; per questo motivo, è considerata una sottospecie gravemente minacciatacite-ref-iucn-2-6[2].
Gruppo degli urial
• mwzaO. o. arkal mwzqEversmann, 1850 - urial della Transcaspia o mwzgarkhar; diffuso nell'altopiano di Ustyurt (mwzwTurkmenistan, mwaaUzbekistan e nord dell'Iran) e nel mwaqKazakistan occidentale, è una sottospecie in via di estinzione, dal momento che ne rimangono meno di mwag11 000 esemplari, mwaw1 500 dei quali vivono nel Parco Nazionale del Golestan, nel nord dell'Irancite-ref-iucn-2-7[2];
• mwcqO. o. cycloceros mwcgHutton, 1842 - urial dell'Afghanistan o mwcwshapo; diffuso in Uzbekistan, mwdaTagikistan, Turkmenistan, Iran orientale, mwdqAfghanistan, mwdgPakistan settentrionale, mwdwKashmir, mweaPunjab e mweqBelucistan, è anch'esso a rischio di estinzionecite-ref-iucn-2-8[2];
• mwfwO. o. vignei mwgaBlyth, 1841 - urial del Ladakh; è endemico del mwgqLadakh, una regione compresa tra mwggIndia settentrionale e Pakistan, ma con un areale che non è stato ancora ben definito; in estate i vecchi maschi presentano un mantello color rame, con una caratteristica «sella» bianca sulla spalla e una folta criniera di peli, neri sul collo e bianchi sul ventre; in via di estinzione, ne rimangono solo circa mwgw2 100 esemplaricite-ref-iucn-2-9[2].
Nel sud del Turkmenistan, presso il confine con Afghanistan e Iran, gli mwiqarkhar e gli urial dell'Afghanistan occupano lo stesso areale. Tuttavia, è più facile incontrare i primi nelle regioni occidentali, mentre i secondi sono più numerosi a oriente, ad esempio nella mwigRiserva naturale di Badkhyzcite-ref-iucn-2-10[2].
Descrizione
mwlqO. orientalis misura 110–145mwlg cm di lunghezza e può pesare fino a 90mwlw kg: i più piccoli mufloni raggiungono i 50mwma cm di altezza al mwmqgarrese e pesano fino a 50 (i maschi) e 35mwmg kg (le femmine); i più grandi urial, invece, pur avendo dimensioni simili, sono molto più massicci e pesano generalmente 35–90mwmw kg. I maschi di questa mwnapecora selvatica estremamente cauta possiedono grandi mwnqcorna a falce, ritenute da molti cacciatori un trofeo di caccia molto richiesto. Queste strutture sono presenti anche nelle femmine della maggior parte delle sottospecie, ma sono molto più piccole di quelle dei maschi. Solo in poche popolazioni la maggior parte delle femmine, o tutte, è priva di cornacite-ref-f-b-3-0[3]. Le numerose sottospecie variano leggermente nell'aspetto generale; anche la colorazione varia a seconda delle stagioni e del sesso. La faccia è generalmente grigiastra, con muso, narici e parte interna delle orecchie bianchi. Le zampe sono lunghe e snelle, con una linea nera verticale sotto le ginocchiacite-ref-cites-4-0[4]cite-ref-pak-5-0[5]. Il muflone ha ventre bianco e un mantello che varia in colorazione dal grigio con toni rossastri al caffellatte, mentre i maschi di muflone europeo (mwqgO. o. musimon) sono color castano scuro e le femmine beigecite-ref-cites-4-1[4]. Sul petto gli arieti adulti tendono a sviluppare una caratteristica e fitta gorgiera di lunghi mwrwpeli, i quali tendono a essere bianchi nella regione della gola, ma poi, scendendo giù verso le zampe anteriori, divengono nericite-ref-pak-5-1[5]. Nella maggior parte delle sottospecie di muflone i maschi possiedono inoltre una chiazza più chiara, a forma di sella, sul dorso, che si sviluppa e diviene più ampia con l'età, e una striscia nera che inizia a metà della parte posteriore del collo e lungo le spalle, per poi continuare sulla regione ventrale, terminando dietro alle zampe posterioricite-ref-cites-4-2[4]. Il muflone possiede grandi ghiandole sotto agli occhi, dalle quali spesso trasuda una sostanza appiccicosa che impiastriccia il pelocite-ref-pak-5-2[5].
Distribuzione e habitat
Le sottospecie del gruppo dei mufloni vivono nella regione del mwvgCaucaso, nell'mwvwIraq settentrionale e nell'mwwaIran nord-occidentalecite-ref-iucn-2-11[2]. In passato occupavano un areale molto più vasto, che comprendeva anche mwxqAnatolia, mwxgCrimea e mwxwBalcani, ma da tali regioni scomparvero già circa mwya3 000 anni facite-ref-iucn-2-12[2]. Mufloni allo stato selvatico si trovano a mwzqCipro, in mwzgCorsica e mwzwSardegna, ma gli studiosi non sanno se siano popolazioni originarie o piuttosto i discendenti di pecore domestiche molto primitive tornati alla vita selvaticacite-ref-iucn-2-13[2]. Gli urial, invece, detti anche pecore della steppa, occupano zone più orientali dei mufloni, in un'area che dal Kazakistan occidentale giunge fino all'Iran nord-orientale, al Belucistan e al Ladakh. Nel nord dell'Iran, a sud del mw1aMar Caspio, mufloni e urial convivono nella stessa areacite-ref-iucn-2-14[2].
Nella zona a est dell'areale, mw2gO. orientalis è rimpiazzato da un suo parente più grande, l'argali (mw2wmw3aOvis ammon)cite-ref-iucn-2-15[2]. In Ladakh, dove vive mw4qO. o. vignei, le due specie abitano nella stessa zona, ma l'argali predilige zone più elevate.
Il muflone generalmente vive nelle praterie e nei deserti delle aree montuose, sebbene in Europa sia stato introdotto con successo anche in mw4wzone forestalicite-ref-iucn-2-16[2]. Si spinge fino ai mw6a3 000mw6q m di quota e predilige i pendii più dolci delle catene montuose più elevate, dove può trovare un maggior numero di ripari, ma si sposta sui pendii più impervi per evitare i mw6gpredatori, come mw6wleopardi, mw7alupi e mw7qsciacallicite-ref-f-b-3-1[3].
Biologia
Eccetto che nella stagione dell'mw-gaccoppiamento, i mufloni maschi adulti vivono in greggi separati dalle femmine e dai piccolicite-ref-adw-6-1[6]. Il mw-wterritorio di ogni gregge copre un'area limitata, sufficiente a fornire il cibo, l'acqua e i posti per riposare; vengono preferiti i territori situati sotto una sporgenza e affacciantisi su di uno spazio apertocite-ref-adw-6-2[6].
Se allarmati, i mufloni sono in grado di effettuare dei rapidi balzi anche su terreno scosceso. La loro dieta è costituita principalmente di erbe basse. Questi animali pascolano, di solito, la mattina, si riposano verso mezzodì e riprendono a nutrirsi la sera e persino nelle prime ore della notte.
Quando, in mwaqoautunno, inizia la stagione degli accoppiamenti, i maschi lottano per i territori sui quali poi raduneranno il loro haremcite-ref-adw-6-3[6]. Allora si può osservare assai sovente che i maschi in lizza si affrontano, distanziandosi dapprima un tantino a ritroso, per poi scattare entrambi alla carica frontale, a testa protesa e cozzando fronte contro fronte. Ma queste lotte raramente provocano delle serie ferite; inoltre, il maschio vincitore non effettuerà degli ulteriori attacchi. Al contrario, i due combattenti, ex nemici, pascoleranno insieme e, di tanto in tanto, il vincitore promuove quella che viene definita «cerimonia di rappacificazione», presentando il collo all'altro maschio perché questi lo lecchi e, a volte, pur di facilitare le cose, mettendosi addirittura in ginocchio. Una spiegazione possibile di questo mwaq8comportamento è che questi gesti siano dei segni d'amicizia, oppure, probabilmente, degli atti di subordinazione al maschio dominantecite-ref-adw-6-4[6]. Ma non tutti gli individui maschi si comportano in questa maniera. Infatti, negli zoo, i vecchi maschi perseguitano, a volte, i giovani, tanto da doverli isolare in gabbie separate.
In aprile, dopo un periodo di mwarugestazione di 150 giorni circa, vengono partoriti uno o, a volte, due piccoli, in grado di camminare subito, ma che rimangono strettamente dipendenti dalla madre, poiché è loro indispensabile succhiarne il latte ogni 10-15 minuticite-ref-adw-6-5[6].
Diventano poi mwarssessualmente maturi a 18 mesicite-ref-adw-6-6[6]. La loro longevità è di 15 anni, mentre in cattività hanno superato, anche se di poco, i 19 anni di età.
I principali nemici naturali dei mufloni, e specie dei giovani, sono i lupi, le mwasevolpi, i mwasigatti selvatici e le mwasmaquilecite-ref-adw-6-7[6]. Ma, dato che tutti questi animali sono stati ormai drasticamente ridotti dall'uomo, che tra l'altro con la mwasgcaccia ha anche diminuito il numero dei mufloni, resta difficile dire oggi quanto forte fosse l'incidenza dell'attività di questi predatori sulla mortalità dei muflonicite-ref-adw-6-8[6].
Comunque, si sa per certo, dagli esperimenti condotti negli zoo, che i mufloni sono molto più resistenti della maggior parte delle altre pecore ai nemici interni, ovvero ai mwas4parassiti mwas8intestinalicite-ref-adw-6-9[6].
Conservazione
Il muflone è minacciato prevalentemente dall'espansione dell'mwatyagricoltura e dell'mwatcallevamento, che hanno portato alla riduzione del numero di esemplari e alla dispersione delle popolazioni in piccoli gruppi frammentati. L'espansione dell'allevamento degli ovini in tutto l'areale ha portato a problemi di sovrapascolo ed mwatgerosione, che hanno ridotto la disponibilità delle aree favorevoli ai mufloni. mwatkO. o. cycloceros (l'urial dell'Afghanistan) evita i terreni montuosi e perciò compete direttamente con il bestiame domestico. Di conseguenza, anche la pressione venatoria è piuttosto elevata. Malattie contagiose e parassiti trasmessi dagli ovini domestici costituiscono un grave rischio in molte areecite-ref-f-b-3-2[3]. Gli arieti adulti vengono abbattuti per i loro trofei e gli agnelli vengono talvolta strappati alle madri alla nascita per essere tenuti come animali da compagniacite-ref-iucn-2-17[2].
Ad eccezione delle zone in cui sono stati introdotti, si ritiene che la popolazione complessiva di mufloni e urial si aggiri sui mwaum40 000 esemplaricite-ref-iucn-2-18[2].
Note
cite-note-msw3-11. mwava(mwavemwaviEN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, mwavmmwavqOvis orientalis, in mwavuMammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ªmwavy ed., Johns Hopkins University Press, 2005, mwavcISBNmwavg 0-8018-8221-4.
cite-note-iucn-22. mwaye(mwayimwaymEN) Valdez, R. 2008, mwayqmwayuOvis orientalis, su mwayymwaycIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwaygIUCN, 2020.
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cite-note-cites-44. ↑ mwazgCITES Species Identification Manual mwazkArchiviatomwazo il 19 gennaio 2012 in mwazsInternet Archivemwazw. (January, 2008)
cite-note-pak-55. ↑ mwaauWildlife of Pakistan mwaayArchiviatomwaac il 2 aprile 2018 in mwaagInternet Archivemwaak. (January, 2008)
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Bibliografia
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• Lingen, H.: Großes Lexikon der Tiere. Lingen Verlag, Köln.
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• Menon, V.: A Field Guide to Indian Mammals, mwacwDorling Kindersley, India, 2003
• CITES Instruktion für den grenztierärztlichen Dienst
• mwac8Proposal about subspecies of Urial (PDF), su cites.org. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2003).
• Yahya M. Musakhel et.al 2006: Identification of Biodiversity Hot Spots in Musakhel District balochistan Pakistan.
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Collegamenti esterni
• citerefcatalogue-of-life(EN) Ovis orientalis, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Ovis orientalis, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Ovis orientalis, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Ovis orientalis, su Lista rossa IUCN.
• mwad0Images of asiatic wild sheep subspecies, su wildsheep.org. URL consultato il 7 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2007).